Famiglie tra Italia e Stati Uniti
Responsabilità genitoriale, affidamento e «custody»: le parole non coincidono
Verificato il 2 novembre 2026
In Italia entrambi i genitori sono titolari della responsabilità genitoriale e, quando si separano, il giudice valuta per prima cosa l'affidamento a tutti e due. Negli Stati Uniti l'affidamento è regolato da ciascuno stato e la parola custody si divide in due: chi prende le decisioni importanti e con chi vive il figlio. Per questo «affidamento condiviso» e joint custody non sono sinonimi, e tradurre l'uno con l'altro porta spesso fuori strada.
| Aspetto | Italia | Stati Uniti |
|---|---|---|
| Chi ha i poteri sul figlio | Entrambi i genitori: la responsabilità genitoriale si esercita di comune accordo (art. 316 c.c.) | Dipende dalla legge del singolo stato; dopo la separazione decide il giudice |
| Regola dopo la separazione | Il giudice valuta prima l'affidamento a entrambi (art. 337-ter c.c.) | In Florida: responsabilità condivisa, salvo danno per il figlio, e presunzione di tempi paritari |
| Decisioni importanti | Istruzione, educazione, salute e residenza abituale: di comune accordo, altrimenti decide il giudice | Spettano a chi ha la legal custody, da solo o insieme all'altro genitore |
| Con chi vive il figlio | Il giudice fissa tempi e modi della permanenza presso ciascun genitore | Physical custody, time-sharing o parenting time, secondo lo stato |
| Ascolto del figlio | Dai 12 anni, o prima se capace di discernimento | Regole diverse da stato a stato |
| Modifiche | Revisione possibile in ogni tempo (art. 337-quinquies c.c.) | In Florida serve un cambiamento sostanziale delle circostanze |
In Italia
Una responsabilità di entrambi
Il codice civile parla di responsabilità genitoriale. L'art. 316 c.c. la attribuisce a entrambi i genitori, che la esercitano di comune accordo «tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio». Sempre insieme stabiliscono la residenza abituale del minore e scelgono la sua istruzione e la sua educazione.
Se non si mettono d'accordo su una questione di particolare importanza, come la residenza o la scuola, ciascuno dei due può rivolgersi al giudice senza formalità. Il giudice sente i genitori, ascolta il figlio che ha compiuto 12 anni (o anche più piccolo, se capace di discernimento), cerca una soluzione concordata e, se non ci riesce, adotta quella più adeguata all'interesse del figlio.
Dall'altra parte ci sono i diritti del figlio (art. 315-bis c.c.), tra cui crescere in famiglia, mantenere rapporti significativi con i parenti ed essere ascoltato nelle questioni che lo riguardano.
Quando i genitori si separano
Le stesse regole valgono per separazione, divorzio, annullamento del matrimonio e per i figli nati fuori dal matrimonio (art. 337-bis c.c.). Il punto di partenza è il diritto del figlio a un rapporto «equilibrato e continuativo» con ciascun genitore e a conservare i rapporti con i nonni e con i parenti di entrambi i rami (art. 337-ter c.c.).
Il giudice decide guardando esclusivamente all'interesse morale e materiale dei figli. Valuta prioritariamente la possibilità che restino affidati a entrambi i genitori, il cosiddetto affidamento condiviso; altrimenti stabilisce a quale dei due sono affidati. In ogni caso determina i tempi e i modi della presenza del figlio presso ciascun genitore e quanto ciascuno deve contribuire al mantenimento. Se i genitori hanno trovato un accordo, anche dopo un percorso di mediazione familiare, il giudice ne prende atto, purché non sia contrario all'interesse dei figli.
Con l'affidamento condiviso la responsabilità genitoriale resta di entrambi: le decisioni di maggiore interesse (istruzione, educazione, salute e scelta della residenza abituale) si prendono di comune accordo e, se l'accordo manca, decide il giudice. Per le questioni di ordinaria amministrazione il giudice può stabilire che ciascun genitore decida da solo.
Il mantenimento è proporzionale al reddito di ciascuno; quando serve, il giudice fissa un assegno periodico considerando, fra l'altro, le esigenze del figlio, i tempi di permanenza presso ciascun genitore e le risorse di entrambi.
L'affidamento a un solo genitore
L'affidamento esclusivo è l'eccezione: il giudice può disporlo, con un provvedimento motivato, quando ritiene che l'affidamento all'altro genitore sia contrario all'interesse del minore (art. 337-quater c.c.). Anche in questo caso, salvo diversa decisione del giudice, le decisioni di maggiore interesse restano di entrambi i genitori, e il genitore a cui il figlio non è affidato ha il diritto e il dovere di vigilare sulla sua istruzione e sulla sua educazione.
Ascolto, modifiche e cambi di residenza
Nei procedimenti che lo riguardano, il figlio che ha compiuto 12 anni, o anche più piccolo se capace di discernimento, è ascoltato dal giudice, e le sue opinioni contano in rapporto all'età e alla maturità (art. 473-bis.4 c.p.c.). Il giudice può non procedere all'ascolto, con un provvedimento motivato, se è contrario all'interesse del minore o manifestamente superfluo, oppure se il minore non vuole essere ascoltato.
Le condizioni dell'affidamento possono essere riviste in ogni tempo (art. 337-quinquies c.c.). Chi ha figli minori deve comunicare all'altro genitore, entro il termine perentorio di trenta giorni, il cambio di residenza o di domicilio; chi non lo fa risponde dei danni causati dalla difficoltà di essere rintracciato (art. 337-sexies c.c.).
Negli Stati Uniti
Una materia dei singoli stati
L'affidamento dei figli è regolato dalle leggi dei singoli stati, che usano parole e strumenti diversi. Questa guida considera New York, New Jersey, Florida e California. Il criterio di fondo è l'interesse del minore, il best interests of the child: lo dicono espressamente, per esempio, la legge della Florida e le guide ufficiali dei tribunali della California.
Legal custody e physical custody
In California, come spiegano le pagine ufficiali dei tribunali, la custody comprende i diritti e le responsabilità dei genitori nella cura dei figli e ha due componenti:
- legal custody (l'affidamento «giuridico»): chi prende le decisioni importanti, per esempio su scuola, salute, terapie, attività religiose, sport e vacanze;
- physical custody (l'affidamento «fisico»): con chi il figlio vive per la maggior parte del tempo.
Ciascuna delle due può essere joint (congiunta) o sole (esclusiva). Lo schema del New Jersey è simile: nel glossario dei suoi tribunali la custody è il diritto di prendere le decisioni sul figlio, esclusiva se spetta a una sola persona e congiunta se i genitori la condividono; i tribunali parlano poi di parenting time per i tempi con ciascun genitore.
Florida: parental responsibility e time-sharing
La Florida, nella sua legge, non parla di custody ma di parental responsibility, l'espressione più vicina all'italiana «responsabilità genitoriale». La shared parental responsibility è il rapporto, stabilito dal giudice, in cui entrambi i genitori conservano pieni diritti e responsabilità e si consultano perché le decisioni importanti siano prese insieme; con la sole parental responsibility decide un solo genitore. Il giudice deve disporre la responsabilità condivisa, salvo che la ritenga dannosa per il figlio, per esempio in presenza di violenza domestica.
Il tempo con ciascun genitore è fissato in un parenting plan, che contiene un time-sharing schedule: il calendario dei giorni, delle notti e delle festività. Al 2 novembre 2026 la legge della Florida prevede una presunzione relativa di tempi paritari: salvo accordo diverso o altre disposizioni, si presume che dividere il tempo in parti uguali corrisponda all'interesse del figlio, e chi sostiene il contrario deve dimostrarlo. Per modificare il piano serve un cambiamento sostanziale e rilevante delle circostanze.
California: prima la mediazione, poi il giudice
In California, quando c'è un'udienza su affidamento e visite, i genitori devono passare prima dalla mediazione offerta dal tribunale della contea, per cercare un accordo sul piano. Il presupposto, ricordano i tribunali, è il diritto dei figli a un contatto «frequente e continuativo» con entrambi i genitori; in caso di violenza domestica la mediazione può svolgersi in stanze separate o in orari diversi.
Se la famiglia sta fra i due paesi
Le stesse parole, nei due paesi, indicano cose diverse. Alcuni punti contano in particolare quando una decisione o un accordo deve passare da un sistema all'altro.
- Affidamento condiviso non vuol dire metà del tempo. In Italia l'affidamento a entrambi riguarda soprattutto l'esercizio comune della responsabilità genitoriale; i tempi di permanenza presso ciascun genitore sono fissati a parte, e il figlio può vivere prevalentemente con uno dei due (nella pratica si parla di «collocamento»). In termini americani la situazione si avvicina più a una joint legal custody con residenza prevalente presso un genitore che a una divisione paritaria del tempo, che invece in Florida è il punto di partenza.
- La residenza abituale è una decisione comune. In Italia, salvo che il giudice abbia disposto diversamente, nessuno dei due genitori, nemmeno quello con cui il figlio vive, può decidere da solo di trasferire la residenza del figlio: servono l'accordo dell'altro o la decisione del giudice. Portare il figlio in un altro paese senza questo passaggio può configurare una sottrazione internazionale.
- Il cambio di indirizzo va comunicato all'altro genitore entro trenta giorni (art. 337-sexies c.c.), anche quando ci si trasferisce all'estero.
- Prima delle regole, il giudice. In entrambi i sistemi conta soprattutto il luogo in cui il figlio vive: chi decide è spiegato nella pagina Quale giudice decide sul figlio.
- I documenti di viaggio seguono regole proprie: per il passaporto del figlio serve di regola il consenso di entrambi i genitori, in Italia come negli Stati Uniti (vedi Il passaporto del figlio).
Anche i nomi dei provvedimenti ingannano: «affidamento esclusivo» non coincide sempre con sole custody: in Italia, anche con l'affidamento a un solo genitore, le decisioni di maggiore interesse possono restare a entrambi. Le parole che non si traducono sono raccolte nel glossario.
Domande frequenti
Con l'affidamento condiviso il figlio sta metà del tempo con ciascun genitore?
Non necessariamente. In Italia l'affidamento condiviso riguarda l'esercizio della responsabilità genitoriale; i tempi di permanenza li fissa il giudice, caso per caso, guardando all'interesse del figlio. In Florida, invece, la legge parte dalla presunzione che tempi paritari corrispondano all'interesse del figlio, salvo prova contraria.
A 12 anni il figlio può scegliere con chi vivere?
No. In Italia ha diritto di essere ascoltato e le sue opinioni contano in rapporto all'età e alla maturità, ma la decisione resta al giudice. Negli Stati Uniti le regole sull'opinione del figlio cambiano da stato a stato; in Florida e in California, per esempio, il criterio resta l'interesse del minore valutato dal giudice.
Fonti
- Codice civile, art. 315-bis — diritti e doveri del figlio
- Codice civile, art. 316 — responsabilità genitoriale
- Codice civile, art. 337-ter — provvedimenti riguardo ai figli e mantenimento
- Codice civile, art. 337-quater — affidamento a un solo genitore
- Codice civile, art. 337-quinquies — revisione delle condizioni
- Codice civile, art. 337-sexies — casa familiare e comunicazione del cambio di residenza
- Codice di procedura civile, art. 473-bis.4 — ascolto del minore
- Florida Statutes, § 61.046 — definizioni: parental responsibility, parenting plan, time-sharing schedule
- Florida Statutes, § 61.13 — responsabilità condivisa e presunzione di tempi paritari
- California Courts, Self-Help Guide: Child custody — legal e physical custody
- California Courts, What to expect from family court mediation — la mediazione prima dell'udienza
- New Jersey Courts, Glossary – Child Support and Custody — custody esclusiva e congiunta