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Famiglie tra Italia e Stati Uniti

Quale giudice decide sul figlio: Italia o Stati Uniti?

Verificato il 2 novembre 2026

Prima di chiedersi quali regole valgono per l'affidamento, bisogna sapere quale giudice può decidere. Italia e Stati Uniti partono dallo stesso criterio: conta il luogo in cui il figlio vive davvero. In Italia, per le regole europee, è la residenza abituale del figlio nel momento in cui il giudice viene investito della causa; negli Stati Uniti è lo home state, lo stato in cui il figlio ha vissuto per almeno sei mesi consecutivi. La cittadinanza, una vacanza o la preferenza di un genitore contano molto meno.

In sintesi
AspettoItaliaStati Uniti
Criterio principaleResidenza abituale del figlio quando il giudice è adito (art. 7 reg. UE 2019/1111)Home state: dove il figlio ha vissuto con un genitore per almeno 6 mesi consecutivi prima della causa
FonteRegolamento (UE) 2019/1111, applicabile alle cause iniziate dal 1° agosto 2022; regole nazionali nei casi residuiUCCJEA, legge uniforme adottata da New York, New Jersey, Florida e California
Rapporti con l'altro paeseIl regolamento si applica se il figlio vive in uno Stato membro; la Convenzione dell'Aja del 1996 vincola l'Italia ma non gli Stati UnitiUn paese straniero è trattato come se fosse uno stato americano
Dopo un trasloco lecitoLa competenza segue la nuova residenza abituale, salvo le cause già iniziateIl vecchio home state resta competente per 6 mesi se un genitore vi abita ancora
Accordo tra i genitoriPossibile, a certe condizioni, scegliere il giudice di uno Stato membro (art. 10)Da solo non attribuisce la competenza; pesa quando un giudice valuta di cedere la causa
Cause paralleleSu eccezione di parte, il giudice italiano sospende se la decisione straniera può valere in ItaliaIl giudice adito per secondo sospende e si coordina con il primo

In Italia

La regola europea: la residenza abituale

Per l'Italia, come per gli altri paesi dell'Unione europea, la competenza sulle cause di responsabilità genitoriale è regolata dal regolamento (UE) 2019/1111, che si applica alle cause iniziate dal 1° agosto 2022. La regola generale (art. 7) è semplice: sono competenti i giudici dello Stato membro in cui il figlio risiede abitualmente nel momento in cui il giudice viene adito. Il regolamento non fissa un numero minimo di mesi: la residenza abituale è una questione di fatto, valutata caso per caso.

Il momento che conta è quello in cui la causa inizia. Se i genitori non hanno ancora avviato alcun procedimento e il figlio si trasferisce lecitamente, la competenza segue il figlio nel nuovo paese di residenza abituale; se invece la causa è già pendente, il giudice investito di regola la conserva fino alla decisione definitiva (lo spiega il considerando 58 del regolamento).

Le eccezioni

  • Scelta del foro (art. 10). I giudici di uno Stato membro possono essere competenti per accordo se il figlio ha con quello Stato un legame sostanziale (perché vi abita un genitore, perché vi aveva la residenza abituale o perché ne è cittadino), se tutte le parti hanno accettato la competenza per iscritto o espressamente nel corso della causa e se la scelta corrisponde all'interesse del figlio.
  • Presenza del figlio (art. 11). Se la residenza abituale non si può stabilire, decidono i giudici dello Stato membro in cui il figlio si trova.
  • Urgenza (art. 15). In caso d'urgenza i giudici dello Stato membro in cui il figlio si trova possono adottare provvedimenti provvisori.
  • Competenza residua (art. 14). Se nessun giudice di uno Stato membro è competente secondo il regolamento, ciascuno Stato applica le proprie regole nazionali; in Italia la legge 31 maggio 1995, n. 218.

La regola speciale dell'art. 9, che conserva la competenza del paese di partenza dopo un trasferimento illecito, riguarda gli spostamenti tra Stati membri. Per un figlio portato negli Stati Uniti lo strumento principale è la Convenzione dell'Aja del 1980.

La Convenzione dell'Aja del 1996

L'Italia è parte anche della Convenzione dell'Aja del 19 ottobre 1996 sulla responsabilità genitoriale e la protezione dei minori, in vigore per il nostro paese dal 1° gennaio 2016, che usa lo stesso criterio della residenza abituale. Gli Stati Uniti l'hanno firmata nel 2010 ma, secondo la tabella ufficiale della Conferenza dell'Aja, non l'hanno ratificata: nei rapporti tra Italia e Stati Uniti questa Convenzione non opera.

Se c'è già una causa all'estero

Se una parte fa presente che davanti a un giudice straniero pende già una causa con lo stesso oggetto tra le stesse parti, il giudice italiano sospende il processo quando ritiene che la decisione straniera possa produrre effetti in Italia; il processo riprende se il giudice straniero declina la propria competenza o se la sua decisione non viene riconosciuta (art. 7 della legge 218/1995).

Negli Stati Uniti

Una legge uniforme: la UCCJEA

Negli Stati Uniti la competenza sulle cause di affidamento è regolata dalla Uniform Child Custody Jurisdiction and Enforcement Act (UCCJEA), una legge uniforme che ciascuno stato ha adottato con una numerazione propria: a New York l'articolo 5-A della Domestic Relations Law; in New Jersey le sezioni da 2A:34-53 a 2A:34-95 dei New Jersey Statutes; in Florida le sezioni 61.501 e seguenti dei Florida Statutes; in California le sezioni 3400 e seguenti del Family Code, in vigore dal 1° gennaio 2000.

Lo home state

Il criterio principale è lo home state: lo stato in cui il figlio ha vissuto con un genitore, o con chi ne fa le veci, per almeno sei mesi consecutivi immediatamente prima dell'inizio della causa; per un bambino con meno di sei mesi, lo stato in cui vive dalla nascita. Le assenze temporanee contano come parte del periodo.

Un tribunale americano può decidere per la prima volta sull'affidamento se il suo stato è lo home state del figlio quando la causa inizia, oppure lo era nei sei mesi precedenti e un genitore continua a viverci, anche se il figlio nel frattempo è partito. Solo se nessuno stato ha questo titolo, o se lo home state rinuncia a decidere, entrano in gioco criteri sussidiari, come i legami significativi del figlio e di almeno un genitore con lo stato. La semplice presenza fisica del figlio o di una parte non è né necessaria né sufficiente.

Un paese straniero come uno stato americano

Ai fini della UCCJEA un paese straniero è trattato come se fosse uno stato degli Stati Uniti: l'Italia, quindi, può essere lo home state del figlio anche per un giudice americano. In Florida, per esempio, le decisioni straniere sull'affidamento prese in circostanze sostanzialmente conformi ai criteri di competenza della legge devono essere riconosciute ed eseguite; il giudice può non applicare queste regole solo se il diritto straniero dell'affidamento viola i principi fondamentali dei diritti umani.

Due cause nello stesso momento

Se una causa sull'affidamento è già stata avviata davanti al giudice di un altro stato, o di un paese straniero, competente secondo criteri conformi alla UCCJEA, il giudice adito per secondo deve sospendere, mettersi in contatto con l'altro giudice e, se questo non gli cede la causa, chiudere il procedimento (Florida Statutes, § 61.519). Un giudice competente può anche rinunciare a decidere se ritiene che un altro foro sia più adatto, valutando fra l'altro la violenza domestica, la distanza, i costi, l'eventuale accordo delle parti e il luogo in cui si trovano le prove (California Family Code, § 3427).

Due casi mostrano come funzionano queste regole. Nel 2023 un giudice d'appello di New York (Matter of Chavez v Maldonado) ha escluso la competenza dei tribunali newyorkesi su un ragazzo che viveva dalla nascita in Guatemala ed era arrivato a New York con un visto turistico per visitare il padre: lo home state era il Guatemala. Nel 2018 una corte d'appello della California (R.B. v. D.R.) ha confermato la decisione di un giudice californiano che, pur essendo competente, aveva sospeso la causa ritenendo l'India un foro più adatto.

Se la famiglia sta fra i due paesi

  • Una vacanza non sposta il giudice. Qualche settimana nell'altro paese non rende competenti i suoi giudici.
  • Nei mesi dopo un trasloco i due sistemi possono sovrapporsi. Se la famiglia lascia la Florida per l'Italia e un genitore resta in Florida, i giudici della Florida restano competenti per sei mesi; nello stesso periodo un giudice italiano può ritenere che il figlio abbia già la residenza abituale in Italia. Ne possono nascere due cause parallele, che le regole sulla sospensione cercano di coordinare ma non sempre evitano.
  • La cittadinanza da sola non decide. Per un figlio con passaporto italiano che vive a New York il giudice è, di regola, quello di New York. Il regolamento europeo consente a certe condizioni di scegliere un giudice italiano (art. 10), ma la decisione così ottenuta dovrà poi valere anche negli Stati Uniti, dove una decisione straniera viene riconosciuta se presa in circostanze sostanzialmente conformi ai criteri della UCCJEA.
  • Un trasferimento non concordato è un'altra cosa. Se un genitore porta o trattiene il figlio nell'altro paese senza consenso, lo strumento è la domanda di ritorno della Convenzione dell'Aja del 1980: vedi Sottrazione internazionale di minori.
  • Poi le regole di merito: vedi Responsabilità genitoriale, affidamento e custody.

Domande frequenti

Il figlio ha la cittadinanza italiana: decide automaticamente il giudice italiano?

No. In entrambi i sistemi il criterio principale è il luogo in cui il figlio vive. La cittadinanza conta, in Europa, come uno dei legami che permettono di scegliere il giudice di uno Stato membro (art. 10 del regolamento), alle condizioni viste sopra.

Quanto tempo serve perché un paese diventi lo home state?

Negli Stati Uniti servono sei mesi consecutivi di vita del figlio con un genitore in quello stato, immediatamente prima della causa (dalla nascita, per i bambini più piccoli). In Europa non c'è una soglia di mesi: la residenza abituale si valuta in base ai fatti.

Fonti