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Cittadinanza e immigrazione dei minori

Nato in Italia da un genitore americano: CRBA e trasmissione della cittadinanza

Verificato il 2 novembre 2026

Nascere in Italia non basta per essere italiani: il figlio è italiano se almeno un genitore è italiano. Per gli Stati Uniti, a chi nasce all'estero la cittadinanza passa dal genitore americano solo se questi ha vissuto negli Stati Uniti abbastanza a lungo prima della nascita: di regola almeno cinque anni, di cui due dopo i quattordici. Il documento che lo attesta è il Consular Report of Birth Abroad (CRBA), che si chiede all'ambasciata o a un consolato americano in Italia prima che il figlio compia diciotto anni.

In sintesi
AspettoItaliaStati Uniti
Principio per chi nasce in ItaliaDiscendenza: è italiano il figlio di padre o madre italiani (art. 1 L. 91/1992)Per chi nasce all'estero: discendenza, con requisiti di presenza del genitore negli Stati Uniti (INA § 301 e § 309)
Genitore italiano e genitore americano, sposatiIl figlio è italiano dalla nascita; il limite del 2025 vale solo per chi nasce all'esteroÈ americano se il genitore americano è stato negli Stati Uniti almeno cinque anni, due dopo i quattordici
Genitori non sposatiLa cittadinanza segue il riconoscimento del figlio durante la minore età (art. 2)Padre americano: requisiti in più. Madre americana: per i nati dal 12 giugno 2017 gli stessi cinque anni
Due genitori stranieriIl figlio non è italiano; a diciotto anni può dichiararlo, se ha sempre risieduto legalmente in Italia (art. 4, c. 2)Con due genitori americani sposati basta che uno abbia avuto la residenza negli Stati Uniti
RegistrazioneDichiarazione di nascita al comune entro dieci giorni, o in ospedale entro treCRBA all'Ambasciata a Roma o ai Consolati generali di Firenze, Milano e Napoli, prima dei diciotto anni

In Italia

Nascere in Italia non basta

La cittadinanza italiana si trasmette per discendenza: è cittadino per nascita il figlio di padre o di madre cittadini (art. 1, comma 1, lettera a, della legge 5 febbraio 1992, n. 91). Chi nasce in Italia da genitori stranieri non diventa italiano per il solo fatto della nascita, salvo due casi particolari: genitori ignoti o apolidi, oppure figlio che non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge del loro paese (art. 1, comma 1, lettera b).

Con un genitore italiano

Il figlio di un genitore italiano e di un genitore americano, nato in Italia, è italiano dalla nascita. Il limite introdotto nel 2025 dall'articolo 3-bis riguarda solo chi è nato all'estero (si veda Nato negli Stati Uniti da genitori italiani): non tocca chi nasce in Italia, nemmeno quando il genitore italiano ha a sua volta anche la cittadinanza americana.

Genitori non sposati

Se i genitori non sono sposati, conta il riconoscimento: il riconoscimento o la dichiarazione giudiziale della filiazione durante la minore età del figlio ne determina la cittadinanza (art. 2 della legge n. 91 del 1992). Il figlio riconosciuto dal genitore italiano è quindi italiano.

Figlio di due genitori stranieri

Il figlio nato in Italia da due genitori stranieri, per esempio due americani, di regola non è italiano. Se risiede legalmente in Italia senza interruzioni fino ai diciotto anni, può diventarlo con una dichiarazione da presentare entro un anno dal compimento della maggiore età (art. 4, comma 2).

La registrazione della nascita

La nascita in Italia va dichiarata allo stato civile entro dieci giorni al comune in cui è avvenuto il parto, oppure entro tre giorni alla direzione sanitaria dell'ospedale o della casa di cura (art. 30 del d.P.R. 3 novembre 2000, n. 396). L'atto di nascita italiano è il punto di partenza anche per la pratica americana.

Negli Stati Uniti

Per chi nasce all'estero conta il genitore

Fuori dal territorio americano lo ius soli non si applica: la cittadinanza passa dal genitore, ma solo se questi rispetta i requisiti di residenza o di presenza fisica negli Stati Uniti fissati dall'Immigration and Nationality Act (INA) in vigore al momento della nascita. Per i nati oggi:

  • un genitore americano e uno straniero, sposati: il genitore americano deve essere stato fisicamente presente negli Stati Uniti per almeno cinque anni prima della nascita, di cui almeno due dopo i quattordici anni (INA § 301(g), 8 U.S.C. § 1401(g)). Contano anche i periodi trascorsi all'estero al servizio delle forze armate o del governo americano, o di un'organizzazione internazionale;
  • due genitori americani, sposati: basta che uno dei due abbia avuto la residenza negli Stati Uniti prima della nascita (8 U.S.C. § 1401(c)).

Presenza fisica significa tempo effettivamente trascorso negli Stati Uniti, sommando anche periodi separati: cinque anni in totale, non necessariamente di fila. Per USCIS, l'agenzia federale per la cittadinanza e l'immigrazione, il figlio è nato nel matrimonio quando i genitori legali sono sposati tra loro al momento della nascita e almeno uno dei due ha con il bambino un legame genetico o gestazionale.

Genitori non sposati

Per i figli nati fuori dal matrimonio valgono regole aggiuntive (INA § 309, 8 U.S.C. § 1409). Se la cittadinanza passa dal padre, oltre ai cinque anni di presenza fisica servono: il legame di sangue dimostrato con prove chiare e convincenti; la cittadinanza americana del padre alla nascita; il suo impegno scritto a mantenere il figlio fino ai diciotto anni, salvo che sia morto; e, prima dei diciotto anni del figlio, la legittimazione secondo la legge del luogo di residenza, il riconoscimento scritto e giurato della paternità oppure un accertamento giudiziale.

Per la madre americana non sposata la legge prevedeva un solo anno di presenza continuativa negli Stati Uniti. Il 12 giugno 2017, con la sentenza Sessions v. Morales-Santana, la Corte Suprema ha giudicato incostituzionale la differenza tra padri e madri: per i figli nati da quella data anche la madre deve avere cinque anni di presenza fisica, di cui due dopo i quattordici anni. La regola dell'anno continuativo resta per i figli nati prima del 12 giugno 2017 e, secondo USCIS, quando entrambi i genitori non sposati sono americani.

Il CRBA

Il Consular Report of Birth Abroad of a Citizen of the United States of America (CRBA) è il documento con cui il consolato attesta che il figlio nato all'estero è cittadino americano dalla nascita. Secondo l'Ambasciata degli Stati Uniti in Italia è una prova della cittadinanza e serve, per esempio, per ottenere il passaporto e per l'iscrizione a scuola. Non è un certificato di nascita e non prova chi siano i genitori legali né chi abbia l'affidamento del figlio.

La domanda la presentano i genitori o il tutore, con le prove della nascita, dell'identità e della cittadinanza e, se servono, le prove della presenza fisica del genitore negli Stati Uniti (22 C.F.R. § 50.5). In Italia la domanda si compila online e il colloquio si svolge di persona all'Ambasciata a Roma o ai Consolati generali di Firenze, Milano e Napoli. Il Dipartimento di Stato rilascia il CRBA solo ai figli che non hanno ancora compiuto diciotto anni.

Il CRBA non crea la cittadinanza: questa nasce dalla legge al momento della nascita, e il CRBA la documenta. Dopo i diciotto anni non si può più chiedere.

Il passaporto americano

Con il CRBA si può chiedere il passaporto americano del figlio (sul consenso dei genitori si veda Il passaporto del figlio e il consenso dell'altro genitore). La legge richiede che un cittadino americano entri negli Stati Uniti e ne esca con un passaporto americano valido, anche se ha la doppia cittadinanza (8 U.S.C. § 1185(b)).

Se la famiglia sta fra i due paesi

Nella famiglia più comune, una madre italiana e un padre americano sposati che vivono a Milano, il figlio è italiano dalla nascita ed è anche americano se il padre ha i suoi cinque anni di presenza fisica negli Stati Uniti, due dei quali dopo i quattordici anni. Le due cittadinanze si documentano in due sedi diverse: l'atto di nascita al comune, poi il CRBA e il passaporto americano presso l'ambasciata o un consolato.

Il requisito dei cinque anni crea problemi soprattutto quando il genitore americano è cresciuto fuori dagli Stati Uniti, per esempio perché a sua volta figlio di americani all'estero: in quel caso il figlio può non essere cittadino americano alla nascita, anche se il genitore lo è. Per questo la domanda di CRBA richiede la prova degli anni trascorsi negli Stati Uniti, da ricostruire con documenti.

Il caso opposto riguarda i genitori con doppia cittadinanza, per esempio un italoamericano che vive in Italia: ai figli nati in Italia trasmette la cittadinanza italiana, perché il limite del 2025 vale solo per chi nasce all'estero, e quella americana se ha i requisiti di presenza fisica.

Se i genitori non sono sposati, le regole americane cambiano a seconda che il genitore americano sia il padre o la madre: per il padre servono in più l'impegno scritto al mantenimento e il riconoscimento o l'accertamento della paternità prima dei diciotto anni del figlio. In Italia basta il riconoscimento da parte del genitore italiano durante la minore età.

Domande frequenti

Il figlio nato in Italia da due genitori americani è italiano?

Di regola no. Diventa italiano solo nei casi dell'articolo 1, comma 1, lettera b, per esempio se secondo la legge americana non acquista la cittadinanza dei genitori, oppure a diciotto anni, con la dichiarazione prevista per chi ha sempre risieduto legalmente in Italia.

Che cosa succede se il genitore americano non ha cinque anni di presenza fisica?

Il figlio non acquista la cittadinanza americana alla nascita in base all'articolo 301(g). La legge americana prevede altre strade, successive alla nascita, per i figli di cittadini americani, con requisiti diversi.

Il CRBA sostituisce l'atto di nascita italiano?

No. Il CRBA non è un certificato di nascita: l'atto di nascita resta quello formato dallo stato civile italiano.

Fonti