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Giustizia penale minorile

A che età si risponde di un reato in Italia e negli Stati Uniti

Verificato il 2 novembre 2026

In Italia la regola è una sola per tutto il paese: chi non ha compiuto quattordici anni non risponde mai penalmente, e tra i quattordici e i diciotto anni si risponde con una pena ridotta, sempre davanti al giudice minorile. Negli Stati Uniti ogni stato fissa la propria età minima e le proprie strade verso il giudice degli adulti: a New York un ragazzo di tredici anni accusato di omicidio è processato dal tribunale penale, in Florida un minorenne di qualsiasi età accusato di un reato punito con l'ergastolo può essere giudicato come un adulto.

In sintesi
AspettoItaliaStati Uniti
Età sotto la quale non si risponde14 anni, in tutto il paese (art. 97 c.p.)Decide ogni stato: 12 anni a New York e in California, con eccezioni per i reati più gravi; la Florida non fissa un minimo
Fra 14 e 18 anniImputabile se capace di intendere e di volere (capacità presunta dal 23 ottobre 2026); pena diminuitaDi regola giudice minorile (juvenile court), con possibilità di trasferimento agli adulti
Processo «come un adulto»Non esiste: il minorenne è sempre giudicato dal giudice minorilePossibile: NY dai 13 anni per l'omicidio di secondo grado; NJ dai 15; FL dai 14, o a qualsiasi età per i reati puniti con l'ergastolo; CA dai 16 (14 e 15 solo in casi limitati)
Reati federaliNon applicabileMinorenne = meno di 18 anni; trasferimento agli adulti di regola dai 15 anni, per alcuni reati dai 13 (18 U.S.C. § 5032)
Conseguenze per i genitoriDal 23 ottobre 2026, sanzione da 500 a 2.000 euro per alcuni reati di gruppo dei figli, anche sotto i 14 anniDipendono dalla legge di ciascuno stato

In Italia

Sotto i quattordici anni: nessun processo

Il codice penale è netto: «Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i quattordici anni» (art. 97 c.p.). Conta l'età al momento del fatto, non quella del processo. Se nel corso di un procedimento risulta che l'indagato aveva meno di quattordici anni, il giudice deve pronunciare subito, anche d'ufficio, una sentenza di non luogo a procedere (art. 26 del D.P.R. 22 settembre 1988, n. 448, che contiene le regole del processo penale minorile).

Non essere imputabili non significa che non possa accadere nulla. Se il fatto è un delitto e il ragazzo è ritenuto socialmente pericoloso, il giudice può disporre una misura di sicurezza: il riformatorio giudiziario o la libertà vigilata (art. 224 c.p.), mai in modo automatico (Corte costituzionale, sentenza n. 1 del 1971). In pratica il riformatorio si esegue come collocamento in comunità, solo per i delitti più gravi; la libertà vigilata con prescrizioni o con la permanenza in casa (art. 36 D.P.R. 448/1988).

Dal 23 ottobre 2026 c'è anche una conseguenza per i genitori. Quando un minorenne, «anche non imputabile», partecipa a determinati reati commessi in gruppo o durante manifestazioni (tra cui devastazione e saccheggio, violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche e danneggiamento di gruppo), chi esercita la responsabilità genitoriale paga una sanzione amministrativa da 500 a 1.000 euro, da 1.000 a 2.000 euro se il fatto si ripete, salvo che provi di non aver potuto impedirlo; il prefetto può anche ordinare il risarcimento dei danni a beni pubblici (art. 5 del D.L. 22 ottobre 2026, n. 190).

Dai quattordici ai diciotto anni: imputabile, con pena ridotta

Chi aveva tra quattordici e diciotto anni è imputabile «se aveva capacità d'intendere e di volere», ma la pena è diminuita; se la pena detentiva inflitta è inferiore a cinque anni, o se si tratta di una pena pecuniaria, non si applicano pene accessorie (art. 98 c.p.).

Il D.L. 190/2026, in vigore dal 23 ottobre 2026, ha cambiato il punto di partenza: la capacità d'intendere e di volere del minore ora «si presume fino a prova contraria» (art. 98, primo comma, c.p., modificato dall'art. 1 del decreto). Prima pubblico ministero e giudice dovevano raccogliere elementi per accertare l'imputabilità; ora «possono» farlo, e la difesa può portare la prova contraria (art. 9 D.P.R. 448/1988, modificato dall'art. 3 del decreto). La pena resta diminuita per la minore età.

Il D.L. 190/2026 è un decreto-legge: si applica dal giorno successivo alla pubblicazione, ma perde efficacia fin dall'inizio se il Parlamento non lo converte in legge entro sessanta giorni dalla pubblicazione (art. 77 Cost.), cioè entro il 21 dicembre 2026, e in sede di conversione il testo può cambiare. Questa pagina descrive le norme in vigore al 2 novembre 2026.

Il minorenne imputabile è sempre giudicato dal giudice minorile: in Italia non esiste il «processo come un adulto» (vedi il processo penale minorile).

Negli Stati Uniti

Quasi tutti i reati sono regolati dalle leggi dei singoli stati: ciascuno decide da che età un ragazzo compare davanti al giudice minorile (juvenile court) e quando può passare al giudice degli adulti, con un waiver o transfer deciso da un giudice o con un direct file dell'accusa.

La legge federale

Per i reati federali è minorenne (juvenile) chi non aveva compiuto diciotto anni al momento del fatto (18 U.S.C. § 5031). Di regola si procede con il rito minorile. Su richiesta del procuratore generale (Attorney General), e se il giudice lo ritiene nell'interesse della giustizia, il ragazzo può essere processato come un adulto se aveva almeno quindici anni e il fatto è un delitto violento grave o uno dei reati di droga e di armi indicati dalla legge; per alcuni reati (aggressioni gravi, omicidio, tentato omicidio e, se il ragazzo era armato, rapina e violenza sessuale aggravata) la soglia scende a tredici anni (18 U.S.C. § 5032).

New York

Per i fatti commessi dal 1° ottobre 2019 (riforma Raise the Age) chi non ha diciotto anni non è penalmente responsabile, salvo eccezioni (Penal Law § 30.00): a tredici, quattordici e quindici anni si risponde come juvenile offender davanti al giudice penale per l'omicidio di secondo grado, a quattordici e quindici anche per alcuni reati violenti gravi (sequestro, incendio, rapina di primo grado); a sedici e diciassette anni per i reati più gravi (felony). Davanti alla Family Court compaiono i ragazzi dai dodici ai diciassette anni; tra i sette e i dodici anni solo per i reati di omicidio elencati (Family Court Act § 301.2).

New Jersey

Il giudice minorile è la sezione famiglia (Family Part) della Superior Court. Il trasferimento agli adulti senza il consenso del ragazzo richiede una richiesta motivata dell'accusa e un'udienza, ed è possibile solo dai quindici anni e per i reati gravi elencati dalla legge (tra cui omicidio, rapina di primo grado, violenza sessuale, sequestro di persona); il giudice può respingerla se l'accusa ha abusato della propria discrezionalità (N.J.S.A. 2A:4A-26.1, introdotto dalla P.L. 2015, c. 89).

Florida

La legge della Florida definisce minorenne (child) chiunque abbia meno di diciotto anni, senza indicare un'età minima (Florida Statutes § 985.03). Le strade verso il giudice degli adulti sono diverse. Dai quattordici anni l'accusa può chiedere al giudice il trasferimento, obbligatorio in alcuni casi di recidiva (§ 985.556), e può anche portare il caso direttamente davanti al tribunale degli adulti (direct file) per i ragazzi di quattordici e quindici anni accusati di uno dei reati gravi elencati e per quelli di sedici e diciassette anni accusati di qualsiasi felony (§ 985.557). Infine, un minorenne di qualsiasi età accusato di un reato che la legge punisce con la morte o con l'ergastolo, se rinviato a giudizio da un grand jury, è processato «in ogni aspetto come un adulto» (§ 985.56); la pena di morte, però, non può mai essere inflitta per un fatto commesso da minorenne.

California

Dal 1° gennaio 2019 il giudice minorile della California si occupa dei ragazzi dai dodici ai diciassette anni; sotto i dodici anni solo in caso di omicidio o di violenza sessuale commessa con la forza o con minacce (Welfare and Institutions Code § 602, modificato dalla legge SB 439). Il trasferimento agli adulti lo decide solo il giudice minorile, dopo un'udienza: per un felony commesso a sedici anni o più, oppure per uno dei reati gravi elencati commesso a quattordici o quindici anni da chi non è stato fermato prima della fine della giurisdizione minorile; sotto i quattordici anni mai (Welfare and Institutions Code § 707, nella sintesi del procuratore generale della California, dicembre 2024).

Se la famiglia sta fra i due paesi

Per un fatto commesso negli Stati Uniti si applica la legge dello stato in cui è avvenuto. Un ragazzo italiano di tredici anni in vacanza o in scambio scolastico non è protetto dalla soglia italiana dei quattordici anni: a New York, per un omicidio, risponderebbe davanti al giudice penale. Al contrario, un ragazzo americano che commette un reato in Italia è giudicato con le regole italiane, compresa la presunzione di capacità introdotta nell'ottobre 2026.

La differenza tra rito minorile e processo «da adulto» pesa anche dopo: per la legge americana dell'immigrazione una decisione del giudice minorile non è una condanna, una condanna del tribunale degli adulti sì (vedi precedenti da minorenne e viaggio negli Stati Uniti).

Anche la pena cambia: in Italia nessun minorenne può essere condannato all'ergastolo, negli Stati Uniti sì, entro i limiti fissati dalla Corte Suprema (vedi ergastolo e pena di morte per chi era minorenne).

Fonti