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Giustizia penale minorile

Ergastolo e pena di morte per chi era minorenne

Verificato il 2 novembre 2026

In Italia un minorenne non può essere condannato all'ergastolo, per effetto di una sentenza della Corte costituzionale del 1994, e la pena di morte è esclusa per tutti dalla Costituzione. Negli Stati Uniti la Corte Suprema ha vietato la pena di morte per i fatti commessi prima dei diciotto anni (2005) e l'ergastolo senza possibilità di liberazione per i reati diversi dall'omicidio (2010); per l'omicidio quell'ergastolo resta possibile, ma non può essere automatico (2012). Diversi stati hanno poi introdotto revisioni della pena dopo quindici, venti o venticinque anni.

In sintesi
AspettoItaliaStati Uniti
Pena di morteEsclusa per tutti (art. 27 Cost.)Vietata per i fatti commessi prima dei 18 anni (Roper v. Simmons, 2005)
Ergastolo senza liberazioneNon esiste per i minori: l'ergastolo è escluso (Corte costituzionale, 1994)Vietato per i reati diversi dall'omicidio (Graham, 2010); per l'omicidio possibile, ma non automatico (Miller, 2012)
Pena per un reato che per l'adulto comporta l'ergastoloReclusione temporanea: con la sola diminuente della minore età, da 20 a 24 anniDipende dallo stato e dal reato
Revisione delle pene lungheMisure di comunità e permessi senza preclusioni automatiche (Corte costituzionale, 2019)New Jersey dopo 20 anni; Florida dopo 15 o 25 anni; California udienza nel 25° anno

In Italia

Niente ergastolo per i minorenni

Con la sentenza n. 168 del 27-28 aprile 1994 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimi gli articoli 17 e 22 del codice penale «nella parte in cui non escludono l'applicazione della pena dell'ergastolo al minore imputabile». Da allora nessuno può essere condannato all'ergastolo per un reato commesso prima dei diciotto anni. La Costituzione stabilisce che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato (art. 27, terzo comma).

Quale pena, allora

Il minorenne imputabile ha sempre diritto a una pena diminuita (art. 98 c.p.). Quando la diminuzione per la minore età si applica a un reato per cui la legge prevede l'ergastolo, l'ergastolo è sostituito dalla reclusione da venti a ventiquattro anni (art. 65, n. 2, c.p.); altre attenuanti possono ridurre ancora la pena. Prima di arrivare a una condanna, poi, il processo minorile offre strade che possono chiuderlo senza pena, come la messa alla prova (vedi il processo penale minorile).

La pena di morte

«Non è ammessa la pena di morte» (art. 27, quarto comma, Cost.). Dal 2007 il testo non prevede più alcuna eccezione: il divieto vale per tutti, adulti e minori.

L'esecuzione della pena

Le pene inflitte per reati commessi da minorenni sono eseguite con regole proprie (D.Lgs. 2 ottobre 2018, n. 121), che privilegiano le misure penali di comunità: affidamento in prova al servizio sociale, detenzione domiciliare, semilibertà. Il decreto del 2018 aveva esteso ai condannati minorenni le preclusioni automatiche previste per gli adulti condannati per i reati più gravi (art. 4-bis dell'ordinamento penitenziario); con la sentenza n. 263 del 2019 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima quella norma. Per chi era minorenne, l'accesso alle misure di comunità e ai permessi va quindi valutato caso per caso.

Negli Stati Uniti

Cinque sentenze della Corte Suprema

Il quadro nazionale è fissato dall'Ottavo emendamento, che vieta le pene crudeli e inusuali, come interpretato dalla Corte Suprema.

  • Roper v. Simmons (2005): vietata la pena di morte per chi aveva meno di diciotto anni al momento del fatto. Per i reati federali lo dice anche la legge (18 U.S.C. § 3591).
  • Graham v. Florida (2010): vietato l'ergastolo senza liberazione (life without parole) per un minorenne che non ha commesso un omicidio. Lo stato non deve garantire la liberazione, ma deve offrire «una possibilità realistica» di ottenerla.
  • Miller v. Alabama (2012): l'ergastolo senza liberazione obbligatorio, cioè imposto automaticamente dalla legge a chi aveva meno di diciotto anni, viola la Costituzione; il giudice deve poter considerare l'età e le sue caratteristiche.
  • Montgomery v. Louisiana (2016): la regola di Miller vale anche per le condanne già definitive; gli stati possono rimediare consentendo ai condannati di chiedere la liberazione condizionale.
  • Jones v. Mississippi (2021): il giudice non deve accertare con una decisione separata che il ragazzo sia «permanentemente incorreggibile»; basta un sistema in cui la pena non sia automatica.

Nei quattro stati

New York. L'omicidio di primo grado, uno dei reati per cui la legge prevede l'ergastolo senza liberazione, richiede che l'imputato avesse più di diciotto anni al momento del fatto (Penal Law § 125.27). Per i juvenile offender di tredici, quattordici e quindici anni condannati per omicidio di secondo grado la pena è indeterminata: massimo l'ergastolo, con un minimo fissato dal giudice tra cinque e nove anni per chi aveva tredici anni e tra sette anni e mezzo e quindici per chi ne aveva quattordici o quindici (Penal Law § 70.05). Scontato il minimo, il condannato può essere ammesso alla liberazione condizionale (parole).

New Jersey. Nel 2017 (State v. Zuber) la Corte suprema dello stato ha chiesto di applicare i criteri di Miller anche a pene molto lunghe espresse in anni, come i 75 anni inflitti a un diciassettenne. Nel 2022 (State v. Comer) ha stabilito che i minorenni condannati per omicidio come adulti, per cui la legge prevede almeno trent'anni senza liberazione, possono chiedere la revisione della pena dopo vent'anni; in quella sede il giudice può ridurre il periodo senza liberazione, ma non sotto i vent'anni.

Florida. Il minorenne condannato per un omicidio di massima gravità (capital felony) che ha ucciso, voluto uccidere o tentato di uccidere può ricevere l'ergastolo solo dopo un'udienza specifica sulla sua età e sulla sua storia; altrimenti la pena è di almeno quarant'anni. Ha diritto a una revisione della pena dopo venticinque anni, salvo precedenti condanne per alcuni reati gravi; chi non ha ucciso né voluto uccidere ha diritto alla revisione dopo quindici anni, se la pena supera i quindici anni (Florida Statutes §§ 775.082 e 921.1402, per i fatti dal 1° luglio 2014).

California. Chi è stato condannato all'ergastolo senza liberazione per un fatto commesso prima dei diciotto anni ha diritto a un'udienza per la liberazione condizionale nel venticinquesimo anno di detenzione (youth offender parole hearing); le regole sulle udienze per i «giovani autori» si estendono, con esclusioni, a chi aveva meno di ventisei anni (Penal Code § 3051, nella descrizione della commissione per la liberazione condizionale dello stato).

Se la famiglia sta fra i due paesi

Per un reato commesso negli Stati Uniti decide la legge americana, e la protezione italiana non si estende oltre confine. Un ragazzo italiano giudicato come adulto in uno stato americano per omicidio può ricevere una pena che in Italia sarebbe impossibile per un minorenne: l'ergastolo, oppure una pena di quarant'anni o più, con una revisione solo dopo venti o venticinque anni. Le regole su quando un minorenne passa al giudice degli adulti sono nella pagina su a che età si risponde di un reato.

La differenza riguarda anche il tempo. In Italia il processo minorile punta a chiudersi senza condanna quando è possibile, con la messa alla prova o il perdono giudiziale; negli Stati Uniti il trasferimento al giudice degli adulti porta il ragazzo fuori dal sistema minorile, e la condanna che ne deriva è una condanna penale anche ai fini dell'immigrazione (vedi precedenti da minorenne e viaggio negli Stati Uniti).

Le sentenze americane citate fissano un limite minimo valido in tutto il paese; ogni stato può proteggere di più i minorenni, e i quattro stati descritti qui lo fanno in modi diversi. Le regole dei quattro stati sono riportate al 2 novembre 2026.

Fonti